Il Counseling, per sua natura, si rivolge a persone sane, o comunque alla parte sana della persona, ancora in grado di autodeterminarsi, di scegliere, di mettere in atto un cambiamento.

Il Counseling sanitario tuttavia coinvolge professionisti che hanno, a vario livello, implicazioni con la sofferenza, proprio quando la promozione del benessere dell’individuo diventa prioritaria, ancorché complessa.

Il Counseling, per sua natura, promuove l’instaurarsi di una relazione basata sull’accoglienza, sull’ascolto profondo dell’individuo, delle sue emozioni, dei suoi bisogni.

Perché è utile e importante

Operatori sanitari quali medici, infermieri, fisioterapisti, assistenti sanitari, farmacisti, etc… Possono trovare nel Counseling, e principalmente nelle sue Abilità, un utile strumento che, pur rimanendo all’interno della professione specifica, senza implicazioni di tipo psicologico, favorisca quell’ atteggiamento empatico e di comprensione che costituisce la base per una efficace alleanza terapeutica e consenta, partendo dal caso clinico, di arrivare alle persone, con un intervento centrato sul malato, più precisamente su quel malato lì.

In questo caso, come è comprensibile, è lecito a pieno titolo parlare di pazienti e non di clienti, come è lecito l’utilizzo di tutta la terminologia del mondo della “cura”.

E’ altrettanto comprensibile però che non si possa comunque prescindere anche da una specifica formazione in Counseling.

La fragilità vissuta dal paziente con la malattia e la destabilizzazione che ne consegue, impone di valorizzare ancor più le risorse residue di quella persona sofferente, nel suo qui e ora.

L’intervento di cura basato sulla relazione

Curare (to cure) è strettamente legato al sapere e al saper fare dell’operatore, che deve agire “con competenza e rapidità” (Balint); prendersi cura (to care) chiama in causa il saper essere, il saper stare in relazione col paziente visto nella sua interezza e identità e ancora in grado di essere artefice della propria esistenza.

Allo stesso tempo l’operatore sanitario deve riuscire a mantenere la giusta distanza, regolata proprio dall’empatia, che gli permetta di essere efficace evitando stress e burn out.

Secondo l’intervento di cura basato sulla relazione (Relationshipcentered Care):

  1. La relazione di cura comprende non solo i ruoli, ma anche le persone. L’operatore è strumento di cura egli stesso in quanto individuo.
  2. Gli affetti (convinzioni coerenti e profonde dell’individuo) ed emozioni (espressioni improvvise e fugaci) sono elementi fondamentali nella relazione di curaIl non coinvolgimento distaccato è motivo di malessere per ambedue.
  3. Tutte le relazioni di cura prevedono reciprocità.  Una relazione strutturata secondo i canoni dell’empatia è motivo di benessere per ambedue.
  4. La RCC ha un fondamento etico. In una relazione fra persone il coinvolgimento non è solo contrattuale, ma morale: l’operatore è realmente interessato alla persona.

Un vero e proprio percorso di Counseling con un Counselor professionista potrebbe essere focalizzato su un obiettivo specifico che il cliente si propone di raggiungere per affrontare una situazione di cambiamento nell’ottica di una gestione autonoma di nuove condizioni di vita dovute alla malattia.